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My Brilliant Life두근두근 내 인생

Ae-ran Kim   |   김애란

본문

  • Titolo
    My Brilliant Life
  • Autore
    Ae-ran Kim
  • Traduttore
    Chi-Young Kim
  • Casa Editrice
    Forge Books
  • Anno di pubblicazione
    2022
  • Genere
Nonostante sia costretto a casa a causa di una malattia che accelera il processo di invecchiamento, Areum vive la vita al massimo, attraverso le storie dei suoi genitori, le conversazioni con il piccolo nonno Jang — il suo vicino di sessant’anni e miglior amico e grazie ai libri che legge per visitare luoghi che altrimenti non vedrebbe mai.

Da mesi Areum sta lavorando a un manoscritto, assemblando i racconti spesso esagerati dei suoi genitori sulla sua famiglia e infanzia. Sperando di presentarlo per il suo compleanno, come ultimo regalo per mamma e papà; la loro storia d’amore.

Con l’avvicinarsi del suo diciassettesimo compleanno, Areum viene trasferito nel reparto di lunga degenza dell’ospedale cittadino, portando un cambiamento improvviso nella sua routine quotidiana; da una nuova amica che potrebbe essere più o meno di quanto sembri, ai suoi genitori amorevoli che sicuramente gli nascondono qualcosa. Ci sono anche le sfide rappresentate dall’oscurità crescente nei suoi occhi e dalla solitudine dovuta al distacco sempre maggiore dal mondo fuori dalla sua finestra. Areum affronta tutto a testa alta e, grazie al sostegno della famiglia e degli amici, riesce a trovare gioia anche nei momenti più difficili.

댓글목록

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Valeria님의 댓글

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Questo romanzo sembra interessante, drammatico, ma con una base di speranza che colpisce. Mi piacerebbe leggero!

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Veronica Sammartano님의 댓글

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Mi piacerebbe poter leggere questo romanzo perché parla secondo me di argomenti interessanti e anche delicati. Inoltre mi incuriosisce molto lo svolgimento della storia, chissà se Areum guarirà.. vorrei tanto scoprirlo leggendolo!

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Uberti님의 댓글

GemmaStay 작성일

Non ho ancora letto questo libro, ma le sue parole mi hanno raggiunta come un soffio gentile.
La storia di Areum, che impara a vivere pienamente anche mentre il tempo gli sfugge, mi ha fatto riflettere su quanto sia prezioso ogni respiro.
Forse mi ha colpita perché anch’io vorrei imparare a guardare la vita così: con gratitudine, anche nei giorni fragili, e a brillare nonostante tutto.
“My Brilliant Life” mi ha ricordato che anche la luce più piccola può rendere meraviglioso ciò che ci resta. ✨

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Lorella Risi님의 댓글

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Trovo la sinossi di questo  romanzo veramente interessante.  Il protagonista a causa della sua malattia è costretto ad essere uno spettatore invece che attore della propria vita ma l'amore della sua famiglia e la curiosità verso la vita hanno la meglio . E allora la finestra diventa un grande schermo su cui vede scorrere le vicende degli altri che lui stesso reinventa , è in grado così di vivere più vite. Mi auguro venga tradotto presto

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Marano님의 댓글

Pamela 작성일

La memoria, il ricordo per non dimenticare. Nello scrivere il manoscritto il protagonista vuole interiorizzare e rendere proprie le storie di vita delle persone che ama anche perché lui non ha tempo per ascoltarle e riascoltarle come  facciamo di solito finché non diventano parte della nostra vita. Questo desiderio di fissare il passato mi è simile. Non esistono barriere culturali o fisiche. Siamo illuminati tutti dallo stesso Sole.

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Callegaro님의 댓글

Strawberry 작성일

Vorrei proporre la traduzione per questo romanzo.
In questo libro si affronta il tema della progeria, malattia di cui è affetto il protagonista, il sedicenne Areum, che porta ad un invecchiamento precoce.
Quando ho letto la trama, ho pensato subito a Sammy Basso, un ragazzo vicentino affetto da questa rara patologia e morto un anno fa, che ha fatto della sua vita una splendida avventura, ricca di amore, abbracciata in toto per come era, sicuramente con le sue difficoltà, ma, come diceva Sammy “pur sempre splendida, pur sempre fantastica, né premio, né condanna, semplicemente un dono”.
La forza di queste parole mi ha portato a riflettere su concetti quali il tempo, le priorità, il significato di “vivere”, l’importanza dell’aspetto fisico ed ha stimolato in me l’interesse per questo libro, per capire come l’autrice affronta questi argomenti attraverso la voce di Areum.
Nel nostro mondo occidentale (ma lo stesso vale anche per l’odierna Corea del Sud) dove tutto va di corsa, dove tutto deve essere veloce, dove le esperienze si accumulano in un vorticoso “mordi e fuggi”, dove lo slow è sopraffatto dal fast, che valore diamo al tempo, al saper assaporare e vivere il presente?
Areum non può rallentare ciò che avviene nel suo corpo, ma come vive le relazioni, i progetti, che senso dà al futuro?
E’ più importante la qualità del tempo vissuto o la quantità di tempo a disposizione?
Dalla breve trama, inoltre, appare un protagonista costretto a stare sempre a casa, probabilmente per evitare lo sguardo e il giudizio della gente che non sa come relazionarsi con lui.
La scelta di Sammy, invece, è stata quella di mostrarsi agli altri, di realizzare i suoi progetti (come laurearsi), di inseguire i suoi sogni, di viaggiare; nonostante tutto, egli non si è chiuso al mondo, ma ha intessuto relazioni con tutti e questo suo atteggiamento di apertura ha favorito la diffusione della conoscenza della malattia, l’abbattimento di barriere socio-culturali e la riduzione (e in molti casi anche l’annullamento) della distanza tra disabilità e normalità.
Sarebbe interessante scoprire, attraverso il libro, se e quanto la società coreana avverta il problema della marginalizzazione delle persone con disabilità e quanto il contesto socio-culturale coreano odierno favorisca o ponga ostacoli all’integrazione delle stesse. Una traduzione italiana potrebbe aiutarci a capire come viene considerata la progeria e chi ne è affetto (e più in generale ogni disabilità) nella società coreana, dove l’aspetto fisico e canoni estetici che rasentano la perfezione hanno un elevato peso culturale.
Infine, questo libro potrà sicuramente ispirarci a vivere la vita in modo più autentico, pieno e soprattutto consapevole, potrà insegnarci a renderla intensa e significativamente “luminosa”, al di là del corpo e del tempo che ci sono dati.

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Mitocaru님의 댓글

Giorgia 작성일

Buongiorno!
Pochi giorni fa ho letto le seguenti parole: “Leggere è un’esperienza personale, al massimo grado. Alcune persone reagiscono a certi elementi, altre sono sensibili ad altri. Ognuno legge come vuole” e ho pensato che sia proprio così, eppure c'è qualcosa che accomuna tutti noi: la ricerca della scintilla che accende il mondo dentro ogni parola. 

Molti libri tra quelli proposti mi incuriosiscono e sinceramente li tradurrei tutti, ma uno in particolare ha creato un ponte emotivo con la mia anima: “My Brilliant Life” di Ae-ran Kim

Il tema dell'invecchiamento precoce nel romanzo mi fa fatto riflettere sul "fanciullino interiore". Il protagonista ha il corpo di un ottantenne, ma la mente, la sensibilità e le pulsioni di un diciassettenne. La sua condizione ci pone di fronte a tante domande, ma soffermiamoci sulla seguente: quando si smette di essere bambini, o quando si è costretti a farlo? La sua saggezza, unita al desiderio di vivere un'adolescenza che gli è negata, mette in luce l'essenza pura e mai doma del "fanciullino" che la velocità e l'ansia della vita adulta moderna tendono a soffocare. Areum è la dimostrazione "narrativa” (anche se vorrei scrivere "vivente") che l'età anagrafica è un dato superficiale rispetto alla vitalità e alla curiosità dello spirito.

Il collegamento con altre storie simili è stato inevitabile...

• "Il Curioso Caso di Benjamin Button": il paragone è quasi obbligatorio. Se il racconto di F. Scott Fitzgerald (e il film di David Fincher) esplora l'esistenza vissuta al contrario, con il protagonista che ringiovanisce, "My Brilliant Life" narra un'accelerazione drammatica del ciclo vitale. Entrambe le narrazioni usano un'anomalia temporale per costringerci a riflettere sull'ineluttabilità del tempo, sulla bellezza fugace dell'infanzia e sulla dignità della vecchiaia. La malattia di Areum è il rovescio della medaglia della condizione di Button, e questo parallelo offre uno stimolo intellettuale potentissimo.

• La sinossi del romanzo di Ae-ran Kim mi ha trasmesso emozioni simili al romanzo di Eric Emmanuel Schmitt. Oserei dice che questo romanzo si potrebbe inserire nel solco emotivo tracciato da "Oscar e la Dama in rosa"
Se Areum affronta l'invecchiamento precoce, Oscar affronta l'imminenza della fine. Entrambi i romanzi, pur nella loro diversità, condividono il tema del "bambino saggio" costretto a confrontarsi con la morte, l'amore e il senso della vita in un arco di tempo limitato. Entrambi ci insegnano la preziosità di ogni giorno e la necessità per gli adulti di riflettere e comunicare onestamente sulla sofferenza e sulla fine.

Il fatto che esista già un adattamento cinematografico sudcoreano del 2014, intitolato anch'esso "My Brilliant Life", rappresenta un ulteriore e significativo elemento a favore della traduzione. L'adattamento cinematografico offre un inestimabile vantaggio di marketing, semplificando il lancio e la riconoscibilità del titolo. Un'opera che ha avuto successo sia letterario che cinematografico in Corea (e al Far East Film Festival di Udine si è classificato terzo nel 2015) è un chiaro segnale della sua capacità di emozionare e stimolare il dibattito a livello internazionale. Punterei sull'appeal globale che ha riscosso.

Quindi il fatto che ci siano già storie simili nel cinema e nella letteratura è favorevole perché creano connessioni e stimolano al confronto. 

Un altro aspetto che mi ha indirizzata su questo romanzo è la forte risonanza emotiva perché affronta i grandi enigmi dell'esistenza – l'amore, il tempo, la crescita e la morte – che sono intrinsecamente universali. Un libro che affrontare il tema del trapasso, ricordandoci che la morte riguarda tutti, e lo fa attraverso la voce di un giovane, ne amplificandone l'impatto. Riuscire a trasformare il dolore in storia credo sia la vocazione dell’arte! 

Possiamo non essere genitori, ma siamo tutti figli e la famiglia per me è un pilastro fondamentale nella vita e nella società. Ho scelto questo romanzo anche per la sua profonda e commovente rappresentazione dei legami familiari, un valore per me assolutamente centrale. La storia di Areum è un inno all'amore genitoriale: i suoi giovani genitori sono costretti a crescere in fretta per sostenerlo, trasformando la loro vita in un atto di pura dedizione.
Ancora più toccante è come Areum, attraverso le storie d'amore dei suoi genitori e i racconti del nonno, riesca a vivere al massimo l'esperienza umana che il suo corpo non gli consente. Mi piace moltissimo questo espediente narrativo per abbattere le barriere comunicative tra le generazioni, unendole nell'affetto e nella comprensione del ciclo della vita. Il romanzo dimostra che l'esperienza può essere trasmessa e assimilata, rendendo la sua traduzione un veicolo potente per celebrare il valore della memoria e dell'eredità familiare.

Amo leggere e perdermi nelle storie, quindi, ha avuto un importante impatto intellettuale il fatto che il protagonista scegliesse di dedicare il suo tempo prezioso alla lettura. Di fronte alla domanda universale: "Quando sai che hai poco tempo a disposizione, cosa scegli di fare, con chi scegli di condividerlo?", Areum sceglie i libri. Attraverso le pagine, visita luoghi che altrimenti non vedrebbe mai e vive esistenze che non potrà mai sperimentare.
Questa scelta è un insegnamento profondo e stimolante che attualizza la frase di Dostoevskij: "La bellezza salverà il mondo". In questo contesto, la bellezza della scrittura e della narrazione non è un semplice passatempo, ma uno strumento di salvezza e di espansione vitale. La letteratura amplia la vita del ragazzo, lo connette con il mondo e con il tempo in un modo che la sua condizione fisica gli nega, rendendo la sua esistenza non solo brillante, ma infinitamente più vasta. 
Penso che in "My Brilliant Life", la bellezza della scrittura non vuole soltanto piacere, ma scuotere, ferire chi la legge (o la contempla), portandoci a una profonda esperienza della vita. Areum sta compiendo la sua esperienza attraverso gli altri, attraverso le pagine e i racconti dei suoi cari. Questa sua scelta di vivere attraverso l'esperienza condivisa degli altri è un atto radicalmente anti-individualista che ci invita a riscoprire la nostra interconnessione e l'empatia come unica vera salvezza. Riconosciamo che il mondo è salvo quando i legami che lo costituiscono sono così forti che la morte non riesce a spezzarli.

Nei racconti spesso riconosciamo noi stessi perché l’esperienza autentica è sempre un ritorno a casa. Esperienza però non è accumulare un’infinità di vissuti come fossero esperimenti, ma riconoscersi in un vissuto e venire alla luce grazie a quel vissuto, fosse anche solo uno. Questo romanzo ha un’enorme potenzialità nel fare questo, nel trasformare anche le nostre vite in “Brilliant Life”.

Tradurlo significa non solo arricchire la nostra offerta letteraria con una voce coreana moderna e toccante come quella di Ae-ran Kim, ma anche fornire ai lettori italiani un'occasione per esplorare in modo nuovo e commovente i grandi enigmi dell'esistenza, dell'amore familiare e del tempo che passa. Un testo con questa profonda rilevanza filosofica, etica e personale, capace di far riflettere sulla fragilità e sulla grandezza dell'esistenza umana, merita di trovare il suo posto nel panorama editoriale italiano e sono certa che saprebbe inserirsi perfettamente in un dialogo culturale già avviato con opere occidentali di simile portata tematica.

 Grazie mille a tutti voi

Georgiana Mitocaru